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| Icardi - Valutazione complessiva della produzione |
| Piemonte |
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Annuario dei Migliori Vini Italiani 2011:
Come sempre una questione di gusto scegliere il futto, il fiore preferito nel bicchiere Icardi. Denominatore comune di questa mirabile produzione la superiore fittezza, la morbidezza, la mirabile nitidezza enologica esecutiva. Così il Pafoj Bianco 2009 si conferma fra i bianchi migliori d'Italia per la suadenza alsaziana del suo fiore. Il Rose'S, anch'esso rosato per morbidezza e aroma, in assoluto fra i migliori. Frutto brioso purissimo nel Surì Vigin e nel La Rosa Selvatica 2009. Quindi la purezza e il turgore dei rossi, dal varietale terso e cristallino il Dolcetto Rousori 2009, dal poderoso frutto speziato e tostato la Barbera d'Asti Nuj Suj 2008 e la Barbera d'Alba Surì di Mù 2008. Di eccezionale classe tanto il Barbaresco Montubert 2007 quanto il Barolo Parej 2006: fuoriclasse in souplesse e nitidezza delle rispettive denominazioni. Chiude il Pafoj Rosso 2007: uno fra i primi vini-frutto del Piemonte, una poderosa potenza di mora la sua cremosa, viscosa, suadentissima e polposissima uva. Chapeau ad una delle medie organolettiche in assoluto più alta non solo della regione.
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Annuario dei Migliori Vini Italiani 2010:
Ci voglion davvero sensibilità sì fonde per giungere ove prima nessuno aveva osato riuscire. Son anni che Claudio Icardi ci dona vini di fruttosità regina, ed il suo amor per l'uva, la natura del suo sito, la sua tecnica cognizione, ci ha dischiuso un mondo che si era solo potuto sperare di poter mai contattare. Quello dell'illibatezza assoluta d'un Pinot Nero. Quello del suo più limpido, autentico, primo, frago(l)roso varietale. Qui a queste suadenti ma possenti soavità d'aroma, il suo cristallino aroma di morbidissimo frutto di bosco or fiammeggia or menteggia tutt'avvolto da petalee florealità di linfaceità splendente. Il nuovo archetipo di riferimento, uno fra i migliori Pinot Nero di ogni tempo e ove e il miglior rosso in asoluto dell'anno. Il suo Langhe Rosso Nej 2007. Poi non v'è vino bianco in Piemonte della fruttosità alsaziana del Pafoj Bianco 2008. Così per il Rose'S, rosato in cui il lampone domina polposo e sovrano. Il La Rosa Selvatica 2008 della sua spumosa uva è il fiore. Il Barolo Parej 2005 e il Barbaresco Montubert 2006, due classici sì balsamici e speziatissimi, ma d'integrità ossidativa e nettezza ancora stupenda. La visciola pastosa nel Barbera d'Alba Surì di Mù 2007, spaziata si profonde, e la ciliegia nera che nel Barbera d'Asti Nuj Suj 2007 vi tempesta e v'esonda. Ma il Langhe Rosso Nej 2007, è il vino d'una vita da sogno.
Annuario dei Migliori Vini Italiani 2009:
Bicchiere eccezionale quello di Icardi. Fra i migliori produttori d'Italia per media organolettica complessiva. Versatilità ed eccellenza in ogni categoria tipologica diversa, con le migliori realizzazioni ai vertici delle classifiche rispettive. Fra i più performanti bianchi dell'anno il Pafoj Bianco 2007: una sirena di frutto e di fiore d'intensità e morbidezza alsaziana. Così il Surì Vigin 2007 e il La Rosa Selvatica 2007, rispettivamente Brachetto e Moscato fra i più piacevoli in assoluto. Quindi due classici di altissimo e balsamico rango: il Barolo Parej 2004, l'ancor più morbido, vellutatissimo Barbaresco Montubert 2005. Il Langhe Rosso Nej 2006 si conferma fra i più virtuosi Pinot Nero d'Italia, ciò mentre il passito Sara d'Oro 2004, ammanta con la sua pastosa, eccezionale riserva di polpa zuccherina. Quindi i gran rossi pieni di frutto, tutti qualificati da un'integrità enologica, da una morbidezza palatale davvero rara per la regione. Su tutti la Barbera d'Asti Nuj Suj 2006, e la Barbera d'Alba Surì di Mù 2006, vino del tasting, vero monumento di fruttosità con la sua speziata mora. Chiude il rosato Rose'S 2007: folgorante il suo olfattivo squillo di mora x ananasso, il suo composto è fiore. Un vino che sintetizza di questo produttore, la valentia viticola ed enologica alla base d'una sì mirabile produzione. Chapeau.
Annuario dei Migliori Vini Italiani 2008:
Fra i bicchieri in assoluto più piacevoli d'Italia, Icardi conferma il suo inconfondibile e distintivo stile. Profumi d'integrità enologica spettacolosa, consistenze eccezionali, nei rossi tannino e acidità come frenati, in realtà favolosamente avvolti in morbidezza equilibrante. I profumi più tersi e linfaticamente pulsanti dagli aromatici: spettacolo di pura fragola il Grignolino Bric du Su 2006, d'agrummegiante esociticità cristallina nel Cortese Balera 2006, di spettacolare uvosità floreale d'alsaziana ascendenza nel Pafoj Bianco 2006: campione da Annuario dei Migliori, stabilmente fra i bianchi più densi e piacevoli in assoluto. Il Rose'S 2006 è il miglior rosato dell'anno: la morbidezza della sua polposa e lamponeggiante ciliegia è perfezione d'equilibrio gustativo. Impressionano i rossi per la loro integrità enologica, per il netto vigore del loro polpante concentrato estrattivo. Tutti eccellenti in valore, il Langhe Rosso Nej 2005 per la suadenza del ribes, il Nebbiolo Langhe Suris Jvan 2005 per la detonante potenza della sua maestosità speziata, il Monferrato Rosso Cascina Bricco del Sole 2004 per la tramosità dell sua bordolese mora mentosa, neri, ossidativamente integri s'imprimono ai sensi. Spettacolare la suadenza balsamica dei classici ancor turgidi Barbaresco Montubert 2004 e Barolo Parej 2003: fra i più performanti delle denominazioni e dei millesimi. Così il La Rosa Selvatica 2006: il migliore Moscato per ricchezza, turgore e polposità, per la sua universale piacevolezza dell sua integra, uvosa espressione. Complimenti.
Annuario dei Migliori Vini Italiani 2007:
Profumazioni di natura pura nel bicchiere Icardi. Suadenze gustative avvolgenti nonostante la fittezza impressionante anche del tannino. Stabilmente fra i bicchieri più performanti d'Italia, un piemontese che trasforma con rispetto assoluto dell'originaria fragranza ossidativa del frutto. Ecco allora una serie di campioni tutti d'assoluta eccellenza. Dalle spezie in rilievo fra i rossi il Nebbiolo Langhe Suris Jvan 2003 e il carnoso Monferrato Rosso Cascina Bricco del Sole 2003. Di pulizia enologica esecutiva pressochè impeccabile il Dolcetto Rousori 2005. Dalla eccezionale potenza estrattiva la Barbera d'Asti Nuj Suj 2004, possanza di maestosità totale, persistentissima prugnosità di spezie. Quindi il Barbaresco Montubert 2003: certo il più suadente, morbido, equilibrato e netto del millesimo. Chiudono due fuoriclasse assoluti, fra i migliori rossi dell'anno il Surì di Mù 2004: binomio di consistenza ed equilibrio che in questo millesimo ha pochi eguali. Infine il Pafoj Bianco 2005, pure questo fra i più piacevoli mai testati: bianco di florealità silvestre e radiosa, di purezza enologica e morbidezza semplicemente perfette. Chapeau.
Annuario dei Migliori Vini Italiani 2006:
Un bicchiere davvero eccezionale quello di Icardi. In tutti i vini testati la morbidezza del gusto, la nettezza dei profumi avanza addirittura la loro qualificante consistenza. Di eccellente nitidezza olfattiva sin dai mosti parzialmente fermentati: un Moscato come la La Rosa Selvatica 2004, un Brachetto della polposità e fragranza del Surì Vigin 2004, son davvero rari in circolazione. Il Cortese Balera 2004: il Cortese più pulito e suadente di sempre. Quindi il Pafoj Bianco 2004, con la sua floreale fontana di frutto e di fiore al profumo, con i suoi alti estratti, con la morbidezza e l'integrità assoluta del suo gusto-aroma, fra i migliori bianchi in assoluto dell'anno. Così il rosato Rose'S, ancora una volta il migliore della categoria, di eccezionale suadenza olfattiva, che libera suadente il suo polposo lampone. Eccoci ai rossi, serie gloriosa di vini-frutti stupendi. A cominciare dal Grignolino Bric du Su 2004, da Icardi, della fittezza d'un Barolo. Rossi tutti eccellenti, tutti caratterizzati da un sovrano controllo del tannino, da una morbidezza armoniosamente diffusa, da una integrità enologica esecutiva davvero superiore. Un crescendo di suadenza e di virtuosità di frutto dal Barolo Parej 2001, di morbidezza gustativa perfetta, al cassis di bosco, suadentissimo, del Langhe Rosso Nej 2003, decisamente il miglior Pinot Nero dell'anno, uno fra i migliori di sempre in Italia. Nel Pafoj Rosso 2003 il frutto ha turgore, suadenza sontuosa, morbidezza assolutamente sovrana. Quindi una Barbera di livello eccezionale, il Surì di Mù 2003, campione da Annuario dei Migliori dacchè favolosamente intensa nel diffondere la sua amarena speziata di dolcezza cristallina e possente.
Annuario dei Migliori Vini Italiani 2005:
Icardi è bicchiere che dona morbidezze di frutto dal gran aroma in profumo. Consistenza, maturità, qualità prima del frutto e della sua enologica trasformazione alla base di vini tanto sensorialmente piacevoli quanto analiticamente valevoli. Il Pafoj Bianco 2003 irradia bianca e di nettezza perfetta la sua luminosa pesca. I briosi, cremosi Moscato e Brachetto, il La Rosa Selvatica e il Surì Vigin 2003, son vini la cui polpa ha l'intatto profumo del frutto. Rossi della consueta fitta suadenza, con il Barbaresco Montubert 2001, la Barbera Surì di Mù 2001, l'eccellente Barolo Parej 2000, si pongono fra dette tipologie come archetipo di riferimento per morbidezza e integrità enologica d'esecuzione. Ma questo è l'anno del Rose'S. Un rosato il cui portentoso e floreale profumo, la cui densa e viscosa ricchezza estrattiva, la cui souplesse favolosa, irresistibile rendono la sua fragola, la sua viola, al solo contatto sensoriale con una nota del suo aroma puro. Complimenti per questo campione da Annuario dei Migliori, il più piacevole rosato mai testato.
Annuario dei Migliori Vini Italiani 2004:
Fra i più bordolesi campioni italiani, vero "Margaux" in balsamica suadenza di profumo, svetta il Cascina Bricco del Sole Monferrato Rosso 2001 di Icardi: eccezionale la sua souplesse frutto-speziata, mora turgida e balsami lignei di intatta fragranza, di balsamica dolcezza. Di superiore verve e fragranza i due classici. Il Barolo Parej 1999 avvolge con la sua composta di mentose spezie e di visciola polposa; il Barbaresco Montubert 2000 porge quadro analogo con più carnoso tannino. Di gran potenza il Nuj Suj Barbera d'Asti 2001 e il Nej Langhe Rosso 2001, Pinot Nero stabilmente fra i migliori d'Italia. Cresce in speziosità, in dolcezza olfattiva, il Barbera d'Asti Tabarin 2002, polposissimo nonostante l'annata. Netto al profumo il bianco Cortese Balera 2002; integra e morbidissima al gusto la premuta d'uva briosa che è il Moscato La Rosa Selvatica 2002. Un bicchiere stabilmente eccellente nel complesso dell'offerta, bene.
Annuario dei Migliori Vini Italiani 2003:
Continua ad esservi un frutto di superiore tenore nell'eccellente bicchiere Icardi. Fra i pochi produttori italiani a produrre unicamente vini-frutto. Cortese Balera e Pafoj Bianco 2001 regalano morbidezze di pomi suadenti delicatamente mentosi. Eccezionale la souplesse e l'integrità ossidativa-tecnica del Pafoj Bianco 2001, fra i più aromatici e tondi bianchi dell'anno. Il Grignolino di Icardi è l'unico in Italia a porgere denso, carnoso lampone. Il Dolcetto Rousori 2001 è una spremuta morbida, di fresca ciliegia nera. Giganteggia in estratto, il largo Nej Pinot Nero 2000. Il Suris Jvan Langhe Nebbiolo 2000 porge amarena resa di sofficità estrema da una vena speziata e mentosa. Potente, la ricchissima Barbera d'Asti 2000 Nuj Suj, il più amerikano-tannico fra i vini di Icardi. Il Cascina Bricco del Sole Monferrato Rosso 2000 è invece un puro fuoriclasse in stile bordolese: nel suo apollineo cassis mentoso vi si sente sempre di più la magica souplesse di un Margaux. Una fiammata speziata di dolcezza olfattiva come quella elargita dalla Barbera Surì di Mù 2000, è fatto tecnico qualificante e raro, soprattutto ove seguita dalla percezione della polposità e della morbidezza del vino in oggetto. Il Barolo Parej 1998 porge estratti densissimi, con rotondità e freschezza non consuete in vini di questa denominazione. Nella sua visciola passita, densa di balsami old-sensations, si avverte una vena di marasca ancor viva. Quindi il Samir, vino che non prevede l'impiego di legno nello sviluppo enologico: il suo maestoso frutto brilla allora di dolcezza e di suadenza tutta naturalmente propria. Infine il Pafoj Rosso 2001, la migliore versione ad oggi prodotta. Il suo frutto è per fittezza, dolcezza, freschezza e nettezza, davvero sofficemente, potentemente avvolgente. Puliti i dolci: un Moscato La Rosa Selvatica 2001 di uvosa fragranza, un Brachetto, il Surì Vigin 2001, squisitamente fragoloso. Complimenti vivissimi per l'alto standard qualitativo di questa linea di vini ad alto indice di piacevolezza. Valori sensoriali originati dalla sopraffina tecnica viticola ed enologica implicata nella loro produzione.
Annuario dei Migliori Vini Italiani 2002:
Migliora ulteriormente il bicchiere Icardi. Soprattutto in integrità. Profumi sempre più puliti e freschi, un frutto sempre più puro ed incontaminato, la stessa consistenza di sempre ed un equilibrio appena in flessione. I vini. Anzitutto il Pafoj Bianco 2000. Appena alla terza annata di produzione, questo vino è cresciuto in qualità assai in fretta: giganteggia il suo felpatissimo ed aromaticissimo frutto. Fantastico il suo volume espressivo, l'equilibrio acido/morbido del suo sapore. È vino che ha superato per grazia e per qualità analitico-tecnica i riferimenti alsaziani. Lo Chardonnay 2000 nella nuova versione conferma la scintillante dolcezza del suo naso: un detonante mix banana-mentolo che rivela un gusto-aroma di poderosa suadenza. Cristallino, nuovissimo, longevissimo allora il suo frutto, che svilupperà borgognotta nocciola nei prossimi 3-5 anni. Cresce anche il Cortese 2000, con i suoi profumati e non aspri agrumi in intensa (anche spessa) evidenza. Il Dolcetto 2000 è ciliegia nera pura e non amara: piacevolissimo vino da tutti i giorni. Quindi i vini speziati: un morbido e pieno Surì di Mù 1999, carezzevole nei suoi toni di frutto semi-evoluto e balsamico. Il Nuj Suj 1999, Barbera di eccezionale potenza e concentrazione, morbido, davvero luminescente nella sua esuberante speziatura. Quindi il Suris Jvan 1999, Nebbiolo di levigatezza e suadenza eccezionale, perfetto in equilibrio di sapore. Un Pinot Nero, il Nej 1999, potente e avvolgente, dal naso che è un cesto di piccoli frutti di bosco equilibratamente speziati e glassati da vaniglia e mentolo. Delicatissimo e fragoloso il frutto del Grignolino 2000, vino che solo Icardi riesce a produrre così magnificamente ricco e suadentemente carezzevole. Bandiera di Icardi è poi il Barbera Tabarin, eccellente per densità e rotondità di sapore, è il vino prodotto con maggiore tiratura. L'annata 2000 con le 250.000 bottiglie in cui è realizzata rende quindi le capacità di questo operatore di produrre qualità su quantità. Il Barolo Parej 1997 spero convincerà chiunque sulla possibilità (io la vedo come opportunità) che anche i vini classici possano presentarsi all'assaggio morbidi e ricchi di un frutto sì evoluto, ma pur sempre nitido e suadentemente convesso (classico non stia per ultratannico ed amaro in sostanza). Infine Pafoj 2000 e Cascina Bricco del Sole 1999 i rossi migliori, quest'anno a parimerito. Sempre morbidissimo e bilanciatissimo il gusto del Pafoj, più maschio, più bordolese quello del Bricco del Sole, sfoggiano la stessa eccezionale consistenza, la stessa favolosa morbidezza, analoga pulizia e freschezza. Davvero una questione di gusti scegliere fra essi. Vini di assoluta levatura mondiale. Dulcis in fundo, e prima dei due vini dolci, il Samir 2000, novità tuttafrutto di Icardi, unico fra i suoi rossi a non toccare assolutamente legno nello svuluppo enologico: si senta la pulizia del suo eccellente frutto al naso, si senta la sua integrità. Moscato e Brachetto 2000, semplicemente squisiti nella loro fragrante e prima, morbida uvosità. Onore allora al bicchiere di questo produttore, che instancabile prosegue a proporre vini tecnicamente all'avanguardia per consistenza, equilibrio ed integrità. Vini per questo universalmente piacevoli.
Annuario dei Migliori Vini Italiani 2001:
Tutti in frutto i vini Icardi. Con media organolettica superiore a 90 punti, su 15 vini prodotti in oltre 250.000 bottiglie complessive. Parlano i risultati. Parla il bicchiere. Qualunque vino di questo produttore si assaggi, un'orgia di frutto più o meno speziata, più o meno evoluta, sempre e comunque pulita, ad un metro dal cristallo, intensissima, non si potrà che avvertire. Un frutto che in nessun altro bicchiere si rileva così altrettanto e contemporaneamente potente, denso e suadente. Soprattutto così morbido. I bianchi: Cortese 1999 è lemon-frutto. Chardonnay 1999 è banana mentolata con intensità di dolcezza da Sailamenta e forza e novità d'aroma da Big Babol. Pafoj Bianco 1999 è uvosità di moscato elevato ad alcol, vino di impostazione alsaziana, avanti per integrità e potenza ai modelli ispirativi. La Barbera Tabarin 1999 è visciola tonda che nasce e che resterà pulita. Il Barolo Parej 1996 è il frutto classico più eccellente mai sperimentato. Certo miglior Barolo ad oggi testato. Il Grignolino 1999 è fragola pura. Il Dolcetto 1999 squillante ciliegia nera. Quindi il Bricco del Sole 1998, certo il migliore di sempre, Margaux e massimi Bordeaux quanto a concentrazione di frutto intensissimamente speziato. Il Nuj Suj 1998, altro botto di spezie in frutto Barbera, vino tanto legnoso al naso, quanto morbido in bocca. Il Suris Jvan Nebbiolo 1998 è visciola in tabacco dolce da pipa, splendido. Saliamo più su ancora, ed ecco i migliori fra i rossi: il Nej 1998 da sperimentare assolutamente: il miglior Pinot Nero mondiale ad oggi assaggiato, fuoriclasse assoluto da inviare in Borgogna come archetipo di riferimento. Quindi il Pafoj 1999, così virtuosamente ed analitico-tecnicamente perfetto da risultar "semplicemente" buonissimo. Dulcis in fundo; Moscato e Brachetto, cremosi e polposi, integri come e più che in passato. Chapeau alle doti di questo produttore, enfant prodige del frutto piemontese, autore di vini sempre più morbidi, nitidi e polputi. Assolutamente piacevoli. Veri, fra i più alti testimoni, della natura e dell'italica arte del vino.
Annuario dei Migliori Vini Italiani 2000:
Senz'altro il bicchiere italiano più diffusamente piacevole. Frutto in quasi tutte le esecuzioni. Vini che brillano per morbidezza (eccellente il livello di maturità dei frutti impiegati) e per freschezza: positivamente controllata l'ossidazione grazie a periodi di invecchiamento non dannosamente lunghi. Vini che brillano e che si impongono soprattutto per la eccezionale ricchezza di estratti. Un frutto volvente e vivo, calibratamente aggiunto di spezie di stupenda nitidezza (unicamente e sempre nuovi i legni brevemente usati). E non sono pochi gli acuti: il Pafoj 1998, il miglior rosso piemontese mai testato; un mix Barbera-Cabernet, il Bricco del Sole Monferrato Rosso 1997, che dà filo da torcere ai migliori bordolesi; uno Chardonnay 1998 eccellente per il bilanciamento tra frutto e spezie; un Grignolino 1998 di concentrazione fin qui inarrivata; una Barbera legnosa, il Surì di Mù 1997, che è un vino-frutto stupendo; un Pinot Nero 1997 dolcissimo. Un Moscato 1998 di fantastica integrità; un Brachetto 1998 squisito (certo il migliore disponibile sul mercato); un Barbera Tabarin 1998 che è cosi tondo in bocca da sembrare una caramella di frutto. Due novità infine, il Pafoj Bianco 1998, di potenza alcolica, di morbidezza e pulizia superiori; il Barolo 1995, primo Barolo-Frutto mai testato, un vino davvero stupendo nella sua densa e soffice morbidezza. Complimenti vivissimi per l'ulteriore crescita e per la media organolettica altissima.
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