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| Colutta Giorgio - Valutazione complessiva della produzione |
Friuli V.G.
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Guida dei Vini Italiani LM 2006:
Prosegue la sua costante ascesa in valore, in spessore, armonia e turgore, il bicchiere Colutta. Eccezionale la nitidezza olfattiva della Ribolla Gialla 2004: mai avvertita, altrove e in passato, questa varietà sfoggiare un'altrettanto clamorosa cristallinità di profumo. Un diamante che integro, dolce spande all'olfatto il suo frutto e il suo fiore. Ottimo per fragranza all'olfatto il Sauvignon 2004, per morbidezza e fittezza il solare Pinot Grigio 2004. Convincenti e apprezzati i rossi del 2003, profondo lo Schioppettino 2003, avvolgente il nitido, suadente Cabernet 2003, tra i migliori del millesimo. Ottimi vini-frutto si rivelano quindi il balsamico Merlot Giorgio Colutta 2003, il sontuoso, nitido e non ossidato Picolit 2003. Di eccellente suadenza infine lo Chardonnay Giorgio Colutta 2003, nitidamente speziato, algido e mentoso nel suo armonioso dispiegarsi vanigliato e flessuoso. Campione da Annuario dei Migliori per l'enologia e la viticoltura virtuose di cui è balsamico frutto. |
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Guida dei Vini Italiani LM 2005:
Buona piacevolezza media rivela il bicchiere Bandut - Giorgio Colutta. Di bella suadenza i bianchi, con il Sauvignon e lo Chardonnay 2003 su tutti, per fragranza e suadenza. Ben morbido e denso il dolce Verduzzo Friulano 2003. Netti all'olfatto i tonici rossi, con ottime fragranza dei Cabernet, ottimo rango complessivo del Pignolo 2001, suadentemente speziato. Di categoria superiore, quella dei Migliori, il Merlot Giorgio Colutta 2002: raro incontrare un frutto sì ricco, sì suadentemente armonioso. Alta suadenza, alta bevibilità, alta piacevolezza. Complimenti.
Guida dei Vini Italiani LM 2004:
Attualizza una quota notevolissima di frutto il bicchiere Bandut - Giorgio Colutta. Brillano per nettezza, integrità e suadenza i bianchi. Si lievi in estratto, ma morbidi come piume, profumati come naturali essenze di frutto, talvolta stupendamente speziato. È il caso dello Chardonnay Giorgio Colutta 2002, da Annuario dei Migliori per la favolosa intensità della sua dolcezza frutto-speziata. Ottimo anche il Pinot Grigio 2002, avvolgente e carezzevole. Nitido il Sauvignon 2002. Fra i rossi la speziata ciliegia del Merlot Giorgio Colutta 2001, avvolge soffice. Ottimi i classici vini dolci Picolit 2001 e Verduzzo Friulano 2001. Pieno di turgido frutto il più nuovo, il più integro Bianco da Tavola Dolce.
Guida dei Vini Italiani LM 2003:
Fra i bianchi lo Chardonnay, il Sauvignon ed il Pinot Grigio, hanno una marcia in più di pulizia e di integrità enologica. Secondo i gusti, soddisfano per morbidezza ed integrità gusto-aromatica del frutto. Ottima dei rossi la pulizia esecutiva, positiva anche la morbidezza del gusto. Spicca il Cabernet 2001, ciliegiosissimo, mentre ancora maggior valore rivela il Giorgio Colutta 2000: speziato, brillante in profumi, con una meno accesa vena acida del sapore regalerà sensazioni di grande souplesse. Ricchi i vini dolci, da sviluppare in trasparenza. Ottima la pulizia esecutiva del Brut Spumante Bianco s.a.
Guida dei Vini Italiani LM 2002:
Davvero sostanzialmente più avvolgente del passato il bicchiere Colutta. Vini che non solo hanno attualizzato una frazione importante di quella souplesse gustativa che gli mancava, ma che hanno trovato ancor più una pulizia esecutiva di notevole valore. Fra i profumi migliori, il naso del Sauvignon e del Tocai 2000, davvero limpidi. Sauvignon che poi piace anche per la sua croccante pesca. Ottimi i rossi. Due buoni Cabernet 2000, dal frutto turgido ed opulento. Quindi il Selenard migliore di sempre. Un vino che trova con l'annata 1999 quella polpa morbida ed avvolgente di frutto che i precedenti millesimi non avevano mostrato. Un vino dall'indice di piacevolezza superiore che qualifica la proposta di un produttore in netta crescita qualitativa. Complimenti.
Guida dei Vini Italiani LM 2001:
Cresce il bicchiere Colutta, cresce in modo rilevante. I bianchi 1999, più nitidi che nel passato, abbozzano maggiore morbidezza. Forza qui con il rilassamento della vena acida. Fra i bianchi vale il Riesling 1999, dal frutto pesca netto e croccante. Meglio i rossi, più fitti, anche più morbidi, puliti e calibratamente speziati. Buoni fra questi il Frassinolo ed il Rosier 1997. Se i Cabernet 1999, con l'integrità di frutto che si ritrovano, acquisiscono morbidezza di sapore, ne vedremo delle belle da questi due nuovissimi, violacei vini. Il Picolit 1999 ha una forza alcolica eccellente, si dia più dolcezza, si rinfreschi il quadro, e potrà esser frutto. Complimenti per i progressi, e forza ancora con la morbidezza.
Guida dei Vini Italiani LM 2000:
La pulizia esecutiva dei bianchi è migliorata in modo davvero nettissimo. Molti complimenti per questo cambio di marcia enologica. Il sapore si è però fissato su una modulazione asperrima, davvero acerba, incapace di profondere suadente morbidezza a chi assaggia. Ciò che contrae la beva di questi nitidi vini. I rossi pure confermano la focalizzazione della mano enologica, proponendo un frutto pulito e non vecchio. Anche nei rossi l'acidità è troppo forte (mentre l'amaro è ben controllato). Molto buono, di classe, il Selenard 1997. Un produttore che cresce e che troverà un'ottima piacevolezza portando il frutto ad una maturazione più spinta. Complimenti comunque per la definizione dei quadri olfattivi.
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