Legenda
Ricerca
|
| Feudi di San Gregorio |
| |
|
Cenni Storici:
Feudi di San Gregorio è oggi il marchio simbolo del rinascimento enologico del meridione d’Italia e di un’autentica cultura del bere, volta a riscoprire l’identità profonda dei sapori mediterranei. Un percorso esemplare, iniziato intorno alla metà degli anni ottanta, con un progetto entusiasmante di riscrittura della storia vitivinicola del territorio irpino. Salvaguardare la tradizione ricercandone al contempo tutte le potenzialità ancora inespresse. Valorizzare grandi vitigni come il Fiano, il Greco, la Falanghina e l’Aglianico ma riscoprire anche vitigni “minori” come il Syrica.
Investire nella terra, nella ricerca e nella sperimentazione restituendo un futuro a un importante patrimonio ambientale. Adagiati su colline comprese tra i 350 e i 600 metri d’altitudine, i vigneti di Feudi di San Gregorio godono di una gamma di combinazioni pedoclimatiche estremamente variegata. La grande diversità dei paesaggi e dei suoli è assecondata con consapevolezza dall’abilità dei tecnici che riescono a sintetizzare in prodotti unici le numerose variabili che entrano in gioco nella materia prima, come ad esempio le diverse potenzialità acide e aromatiche di uve cresciute nelle differenti altitudini.
|
| |
|
Regione:
Campania
|
|
|
Responsabili di produzione:
Famiglia Capaldo (Titolare), Staff Tecnico Aziendale (Enologi)
|
|
|
Anno di avviamento aziendale:
1986
|
|
|
Bottiglie prodotte:
3500000
|
|
|
Ettari totali di proprietà:
150
|
|
|
Percentale Uva/Vini acquistati:
solo uve di proprietà
|
|
|
Approvvigionamenti campioni:
forniti dal produttore
|
|
Recapiti:
Loc. Cerza Grossa - 83050 Sorbo Serpico AV Tel. 0825986683 - Fax 0825986230
|
|
|
E-mail:
info@feudi.it
|
|
|
Indirizzo web:
www.feudi.it
|
|
|
Nome azienda:
Feudi di San Gregorio Spa
|
|
Annuario dei Migliori Vini Italiani 2011
Valutazione complessiva della produzione:
Pochi altri produttori non solo in Campania, ma in Italia, son capaci di sviluppare qualità su quantità come Feudi di San Gregorio. Una garanzia di valore e morbidezza che è costante negli anni non solo nella produzione dei bianchi. Il Taurasi 2006 ad esempio è certo fra i migliori della denominazione e del millesimo. Il Serpico 2007, il Patrimo 2007 esprimono con eccezionale concentrazione ed equilibrio il loro favoloso ammontare di polpa e d'aroma. Di suadente souplesse il Rubrato 2008, il suo cassis speziato rende avvolgente questo vino che dei rossi di Feudi è la più diffusa bandiera. Davvero carezzevolmente glicerinoso il ciliegioso rosato, enologicamente assai ben definito. In attesa della nuova annata del gran cru Campanaro, fra i bianchi svetta la Falanghina Serrocielo 2009: equilibrio acido/morbido del gusto eccezionale, gran nitidezza e integrità ossidativa al profumo. Il tutto in un manto estrattivo che del suo suadente gusto è levigato e setoso guanto. Rotondità e gran piacevolezza che distinguono anche i Greco e i Fiano, in particolare il delicatissimo Fiano d'Avellino Pietracalda 2009 e l'armonioso avvolgente Greco di Tufo Cutizzi 2009.
|
|
|