| Cenni Storici: L'Azienda appartiene alla famiglia Di Lenardo dal 1878, che da allora vi ha sempre praticato la viticoltura. La crescita qualitativa della produzione iniziò nel 1986, con l'ingresso in azienda di Massimo Di Lenardo che, alla decisione di pigiare unicamente le uve di proprietà, accompagnò la creazione di nuovi impianti, ad altissima densità, con varietà altamente selezionate. La raccolta delle uve avviene rigorosamente a mano e le vinificazioni si fondano sulla conoscenza dei metodi tradizionali, integrati dalle più moderne tecnologie basate sui principi fisici, sul rispetto della materia prima e l'uso del freddo. |
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Guida dei Vini Italiani 2006
Valutazione complessiva della produzione: Già di suo favoloso in aroma e profumo, il bicchiere Di Lenardo Vineyards tocca con le versioni 2004 vette di assoluta integrità olfattiva. Vini al vertice, e regionale e nazionale, per equilibrio del gusto e per illibata nettezza enologica di trasformazione. Profumi da memorizzare e da ricordare per ampiezza, cristallinità e purezza. Vini tutti dalla morbidezza gustativa pressochè perfetta, disertati come sono dall'amaro, dal rustico e dal fumoso. Uno squillo radioso di luce e di sole dal Sauvignon Vigne dai Vieris 2004, ciò mentre la rotondità di palato del Pinot Grigio e del Pinot Bianco Vigne dai Vieris 2004, s'impone larga e suadente. Il Rosé Uh? 2004, fragola e lampone d'avvolgente turgore. E che aroma intenso, verdeggiante e fragrante dal pastoso dolce Verduzzo Friulano Pass The Cookies! 2004. Fra i rossi, meraviglioso il frutto del Cabernet Vigne dai Vieris 2004, del Merlot Vigne da San Martin 2004 e del Refosco Vigne da Lis Maris 2004: estratti, profumi, morbidezze d'immediata piacevolezza. Quindi quattro fuoriclasse assoluti. Il Father's Eyes 2004: profondo in suadenza di frutto e di floreali spezie. Lo Chardonnay Woody 2004: ai massimi livelli di volume e nitore il suo frutto squisitamente speziato. Eccoci infine ai rossi: mora e ribes di morbidezza favolosa nel polposo, avvolgente Ronco Nolè 2003, frutto che diviene confettura, tempesta mentosa e suadente di neracea mora nel magico Merlot Just Me 2003. D'impensata clorofillosità la fantastica souplesse del suo morbido e massivo blocco di cioccolatoso frutto.
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